Medjugorje 31 dicembre 2009
Notare come allude chiaramente della credibilità dei veggenti di Medjugorje e come sottolinei la necessità di ascoltare e guardare a lungo prima di parlare: evidente riferimento al Vescovo locale che non ha mai voluto incontrare i veggenti. (nostra trascrizione/traduzione, video completo - solo omelia)
(notare che sul sito ufficiale della parrocchia appare questo testo pari pari, senza una virgola cambiata: lo hanno copiato da qui. La cosa non ci disturba, anzi in un certo modo ci onora, ci basta precisare che lo hanno copiato loro e non viceversa :-)
Cari fratelli e sorelle, qui in chiesa o nei luoghi davanti alla chiesa o nel salone giallo, siamo tutti consapevoli che è un grande privilegio non dover festeggiare il nuovo anno con lo Champagne - forse più tardi - [applausi e risa] ma con Maria, Giuseppe, il Bambino nella greppia, con gli angeli.
Tutti noi siamo venuti a Medjugorje per essere in questo giorno in special modo vicini alla Madre del Signore. O più esattamente dobbiamo dire che siamo venuti qui perché sappiamo che la Madre del Signore vuol essere vicina a noi.
Con lei vogliamo iniziare il nuovo anno, e la prima cosa che mi commuove, se penso al presepio e ai pastori, è che non c'era nessun angelo. Qui [indica il presepio alla base dell'altare] ci sono due angeli sopra la grotta, ma nel vangelo non ci sono; erano nel campo dei pastori, una grande schiera di angeli, ma Maria e Giuseppe ne hanno solo sentito parlare, i pastori glielo hanno raccontato!
Neanche voi avete visto la Gospa, ma qui ci sono delle persone che ce lo hanno raccontato. E noi confidiamo che la Madonna ci è veramente vicina. La fede viene dall'ascolto e mi impressiona per prima cosa che nel vangelo di oggi si parla di ascolto. Prima di tutto dobbiamo ascoltare il lieto annuncio. Abbiamo due orecchie, due occhi e una bocca: questo significa che dobbiamo ascoltare molto, guardare molto e poi parlare. E cosa dobbiamo dire? Dobbiamo raccontare ciò che abbiamo visto e udito. Il mondo necessita di una nuova evangelizzazione, questa avviene solo se è impossibile che tacciano coloro che hanno visto e udito. Tutti noi abbiamo ricevuto la fede e nel battesimo abbiamo ricevuto il compito di comunicarla ad altri. I pastori hanno raccontato ciò che era stato loro detto e da questo tutto è continuato. Il vangelo, la buona novella, è stata raccontata, e quelli che l'hanno riferita erano credibili. Quelli che hanno udito, hanno anche visto che le parole erano in accordo con la vita, che ciò che i testimoni dicevano trovava corrispondenza anche nella loro vita.
Come possiamo diventare testimoni del vangelo? Prima di tutto in quanto guardiamo a Maria. Maria conservava e meditava nel suo cuore tutto quello che era accaduto. Fratelli e sorelle, ciò di cui urgentemente abbiamo bisogno nel nostro tempo è la preghiera. Lo dico con un po' di tristezza, so che prego troppo poco. So che la preghiera è la vita. Senza un vivo rapporto con Dio la nostra vita diventa arida e vuota. Perché la Madonna ci dice continuamente di pregare? Prendetevi il tempo per la preghiera. Un buon proposito per il nuovo anno, per noi sacerdoti, diaconi e per tutti. Tempo per la preghiera. C'è così tanta forza, così tanta gioia, troppo chiaro. Preghiamo Maria che ci aiuti a pregare di più. Se preghiamo le nostre parole sono piene di vita e poi la nostra testimonianza è credibile.
Vorrei spendere due parole su ciò che l'apostolo Paolo ci ha detto. L'anno paolino è già finito e ora siamo nell'anno sacerdotale, ma le parole dell'apostolo Paolo erano così forti perché erano piene di vita. Nella lettura di oggi ci dice che Dio ha mandato suo Figlio per farci diventare figli. Le figlie non sono escluse, si intende, figli e figlie insieme, ma Paolo dice che siamo chiamati a diventare figli, e non schiavi. Così come Gesù è figlio di Dio, così possiamo anche noi chiamarlo Padre. All'inizio di quest'anno l'apostolo Paolo ci dice: voi siete figli e non schiavi.
Io penso che Medjugorje è un posto dove si confessa molto e la confessione è la liberazione dalla schiavitù del peccato. Dio ci vuole avere come figli. Libertà dei figli di Dio, e per questo ci ha donato il sacramento della confessione. Dobbiamo avere un nuovo atteggiamento verso Dio, poterlo chiamare Abbà. Gesù ci ha chiamato ad avere fiducia in lui, ad avere fiducia in Dio. C'è troppa paura di Dio in noi, Jezu ufam tobie, Gesù confido in te - so anche il polacco - [alcune risate, quelli che capiscono la battuta], Jezu ufam tobie, Gesù confido in te [applausi].
Il Papa Giovanni Paolo II ci ha lasciato questo messaggio: abbiate fiducia nella misericordia di Dio, abbiate fiducia nella misericordia di Gesù. A volte, avere fiducia può essere eroico, quando la vita si fa difficile, quando un matrimonio diventa un peso, quando una malattia ci opprime, quando non sappiamo come andrà col nostro lavoro. Allora, dire Jezu ufam tobie, può essere eroico. Avere fiducia è veramente un atto di fede, e ancora guardiamo a Maria: chi ha donato un atto di fiducia, di fede, più grande di Maria? Jezu ufam tobie: questo sia il nostro programma per l'anno che viene.
E' quasi mezzanotte e si sentono i botti, ma noi non tiriamo petardi, noi cantiamo [applauso]. E un'ultima parola: i pastori tornarono glorificando e lodando Dio per quello che avevano visto e udito. Anche noi torneremo a casa e per poter essere testimoni della buona novella, dobbiamo prima di tutto glorificare Dio. I pastori glorificarono e lodarono Dio per quello che avevano visto e udito, spero che anche tutti noi torneremo a casa, faremo il viaggio di ritorno, dopo questi giorni passati qui, e glorificheremo Dio per ciò che abbiamo visto e udito. Allora crederanno anche a noi quando racconteremo, la nostra parola sarà degna di fede.
Adesso è quasi mezzanotte ed è il momento giusto per proclamare il nostro Credo. Con questa fede entriamo nel nuovo anno. Dio benedica il nuovo anno. [lungo applauso]
Testo originale tedesco
Liebe Brüder und Schwestern hier in der Kirche oder in den Plätzen vor der Kirche und in dem gelben Saal, wir sind uns alle bewusst, dass es ein grosses Privileg ist, das neue Jahr nicht mit Champagner feiern zu müssen, vielleicht später (die Leute lachen und klatschen), jetzt aber dürfen wir mit Maria und Josef und dem Kind, das in der Krippe liegt und den Hirten, den Anfang des neues Jahres feiern. Wir sind alle nach Medjugorje gekommen um in diesen Tagen ganz besonders der Mutter des Herrn nahe zu sein. Genauer müssen wir sagen, wir sind hierher gekommen weil wir wissen, dass die Mutter des Herrn uns nahe sein will. Mit ihr wollen wir das neue Jahr beginnen, und das erste was mich bewegt wenn ich an die Krippe und die Hirten denke, dass keine Engel da waren. Hier ist zweien Engel auf der Krippe aber im Evangelium waren keine Engel da; die waren auf dem Feld der Hirten, eine ganze Schar von Engeln, aber Maria und Josef haben nur davon gehört, die Hirten haben es ihnen erzählt.
Sie haben auch nicht die Gospa gesehen, aber es gibt hier Menschen, die davon erzählt haben. Und wir vertrauen, dass die Muttergottes wirklich uns nahe ist. Der Glaube kommt vom Hören, und mich beeindruckt zuerst, dass im Evangelium heute die Rede vom Hören ist. Wir müssen zuerst die frohe Botschaft hören; wir haben zwei Ohren, zwei Augen und nur einen Mund. Das heisst, wir müssen viel hören, viel schauen und dann auch reden. Und was sollen wir reden? Wir sollen erzählen von dem, was wir gesehen und gehört haben. Die Welt braucht eine neue Evangelisierung und das geht nur dadurch, dass Menschen unmöglich schweigen können über das, was sie gesehen und gehört haben. Wir alle haben den Glauben empfangen und wir alle haben durch die Taufe den Auftrag bekommen den Glauben weiter zu geben.
Die Hirten haben erzählt, was ihnen gesagt worden ist. Und von da aus ist es weiter gegangen. Das Evangelium, die frohe Botschaft ist erzählt worden und die, die es erzählt haben waren glaubwürdig.
Die, die gehört haben, haben auch gesehen, dass das Wort und das Leben zusammenpassen, dass das, was die Zeugen sagen, auch in ihrem Leben stimmt.
Wie können wir Zeugen der Frohbotschaft werden? Zuerst einmal indem wir auf Maria schauen. Maria bewahrte alles, was geschehen war in ihrem Herzen und dachte darüber nach. Brüder und Schwestern, was wir am dringstens brauchen in unserer Zeit ist das Gebet. Ich sage es mit einer gewissen Trauer, ich weiss, dass ich zu wenig bete. Ich weiss, dass das Gebet das Leben ist. Ohne die lebendige Beziehung zu Gott wird unser Leben trocken und leer.
Was sagt uns die Muttergottes ständig betet? Nehmt euch Zeit für das Gebet. Ist das eine… ein guter Vorsatz für das neue Jahr, für uns Priester, Diakone, für uns alle? Zeit für das Gebet. Es gibt so viel Kraft und so viel Freude, zuviel Klarheit. Beten wir Maria, dass sie uns hilft, mehr zu beten. Wenn wir beten dann ist unser Wort erfüllt mit Leben und dann ist unser Zeugnis glaubwürdig.
Ich möchte euch ein Wort sagen über das, was der Apostel Paulus uns gesagt hat; das Paulusjahr ist schon zu Ende, wir sind jetzt im Priester-jahr, aber das Wort des Apostels Paulus war deshalb so kräftig, weil es mit Leben erfüllt war.
In der heutigen Lesung spricht er davon, dass Gott seinen Sohn gesandt hat, damit wir Söhne werden. Da sind die Töchter nicht ausgeschlossen, Töchter und Söhne sind zusammen gemeint, aber Paulus sagt wir sind berufen, Söhne zu werden, nicht Sklaven.
So wie Jesus Sohn Gottes ist, sollen wir Gott unsern Vater nennen dürfen. Am Anfang dieses Jahres sagt uns der Apostel Paulus ihr seid Söhne und nicht Sklaven.
Ich glaube, Medjugorje ist ein Ort wo viele gebeichtet wird; die Beichte ist die Befreiung von der Sklaverei der Sünde. Nichts macht uns unfreier als die Sünde. Gott will uns zu Söhnen haben. Freiheit der Kinder Gottes und dazu hat er uns das Buβsakrament geschenkt.
Wir sollen ein neues Verhältnis zu Gott haben, ihn Abba nennen dürfen. Jesus hat uns so dazu eingeladen, dass wir ihm vertrauen, dass wir Gott vertrauen. Es gibt so viel Angst vor Gott in uns, Jezu ufam tobie, ich kann auch Polnisch (einige lachen), Jezu ufam tobie, Jesus ich vertraue dir (Beifall).
Papst Johannes Paul der Zweite hat diese Botschaft hinterlassen: vertrauen auf die Barmherzigkeit Gottes, vertrauen auf die Barmherzigkeit Jesu. Vertrauen kann manchmal heroisch sein, wenn das Leben schwierig wird, wenn eine Ehe zu Last wird, wenn eine Krankheit uns bedrückt, wenn wir nicht wissen, wie es mit der Arbeit weiter geht.
Dann zu sagen Jezu ufam tobie, das kann heroisch sein. Vertrauen, das ist wirklich ein Akt des Glaubens, und wieder schauen wir auf Maria: wer hat mehr diesen Akt des Vertrauens, des Glaubens, geschenkt, gemacht, als Maria?
Jezu ufam tobie: das soll unser Programm im kommenden Jahr sein.
Es ist fast Mitternacht und kracht es, aber wir krachen nicht sondern wir beten, wir krachen nicht sondern wir singen (Beifall); und ein letztes Wort: die Hirten kehrten zurück, rühmten Gott, priesen ihn für das, was sie gehört und gesehen hatten.
Auch wir werden nach Hause zurückkehren; damit wir Zeugen des Evangeliums sein können, müssen wir zuerst Gott preisen. Die Hirten haben Gott gepriesen für das, was sie gesehen und gehört haben; ich hoffe, wir alle können nach Hause fahren, nach Hause reisen, nach diesen Tagen hier und Gott preisen für das, was wir gesehen und gehört haben. Dann wird man uns auch glauben wenn wir erzählen, dann wird unser Wort glaubwürdig sein. Jetzt ist es fast Mitternacht, es ist genau der richtige Moment um unseren Glauben zu bekennen. In diesem Glauben gehen wir in das neue Jahr. Gott segne dieses Jahr.
(langer Beifall)